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Come Legambiente riteniamo che la Colonia Fara debba rimanere di proprietà pubblica come, peraltro, sostengono i dirigenti di Forza Italia e il consigliere regionale Plinio.
Chiediamo l'intervento economico per l'acquisizione dell'immobile da parte della Regione Liguria con il bando di un grande concorso pubblico di idee che dia dignità al bene pubblico, rimettendolo al centro della vita culturale chiavarese.
Pensiamo che possa diventare una struttura capace di integrare istanze relativi a cultura, al nuovo sviluppo tecnologico e dalla ricerca universitaria.
Con queste motivazioni chiediamo che la struttura rimanga di proprietà pubblica. 10 ottobre 2007
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Alla c.a. Del Signor Sindaco di Lavagna
e p.c. Agli Organi di Stampa
Le scriventi associazioni ambientaliste, presa visione di un intervento di alterazione ambientale in località Madonna della Neve di Lavagna, chiedono:
1) se i sentieri di antico impianto sono censiti nel Piano Urbanistico Comunale con il rilevato architettonico e fotografico che li caratterizza;
2) se esiste una normativa tecnica per la mitigazione del danno in presenza di autorizzazioni urbanistiche;
3) di comunicarci quanto vorrà fare questa Amministrazione.
In attesa del Suo riscontro si porgono distinti saluti.
Legambiente Cantiere Verde
Italia Nostra - Sezione Tigullio 10 settembre 2007 |
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Un gruppo di abitanti di Via Entella ci segnala l'ubicazione di n. 6 cassonetti in Largo Pessagno avvenuta in data odierna (26.7). Le lamentele ascoltate non sono dovute ad una questione di carattere meramente estetico. I cittadini segnalano che i cassonetti non possono essere chiusi completamente con il rischio di esporre l'intera zona interessata, soprattutto con la calura di questi giorni, a pesanti esalazioni insalubri.
I nostri volontari hanno effettuato un sopralluogo constatando il blocco parziale nei meccanismi che non permettono una chiusura completa dei cassonetti.
Riteniamo che la problematica segnalata possa essere risolta facilmente.
Prendiamo tuttavia spunto da questo episodio per affrontare la questione dei rifiuti e, quindi, della raccolta differenziata nel comprensorio del Tigullio.
Il Decreto Legislativo n. 152/2006 "Norme in materia ambientale" impone la raccolta differenziata dei rifiuti urbani pari ad almeno il 45% entro il 2008, e il 65% entro il 2012. Al fine di "premere" verso una politica di tutela dell'ambiente la norma prevede l'addizionale del 20% al tributo di conferimento dei rifiuti in discarica quale azione sanzionatoria per quei comuni che non raggiungono le quote indicate. Sanzione che ricadrà, come si sa, sulle tasche dei contribuenti.
Considerando i dati ottenuti in materia dai comuni del Tigullio i tempi non sono stretti, ma strettissimi. Nessuno dei comuni capofila dai quali si pretende un ruolo guida ha raggiunto la quota del 35%, attualmente in vigore: Chiavari l'ha sfiorata attestandosi al 34,57%, Sestri Levante è al 19,22%, Rapallo al 20,33%.
Persino 41 comuni campani, area meridionale dove vige l'emergenza rifiuti, sono risultati più virtuosi delle amministrazioni nostrane nell'ambito della raccolta differenziata: Comune di Bellizzi (Sa), 12.911 abitanti, 60,97%; Mercato San Severini (Sa), 20,953 abitanti, 50,86%; ecc..
Quali politiche attiveranno le amministrazioni per rispettare le norme legali in materia di gestione dei rifiuti?
Si sa che solo radicali ristrutturazioni nei sistemi di raccolta differenziata insieme alla partecipazione e al coinvolgimento attivo degli stessi cittadini possono portare a risultati concreti. Faremo in tempo? 26 luglio 2007
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Le scriventi associazioni, essendo venute a conoscenza dei pesanti lavori di sbancamento e scavo, nonché dei rilevanti movimenti di terra, avvenuti a immediato ridosso del Castello di Chiavari e delle sue mura millenarie ad opera di privati (diversi dai proprietari del castello) ed avendo compiuto una verifica sui luoghi, ribadiscono fermamente quanto segue:
- il Castello e le mura sono uno dei più insigni monumenti della città di Chiavari e uno dei più antichi. Essi sono soggetti a vincolo monumentale. Il Castello e l'area circostante, rimasta finora nella sua antica configurazione a fasce sostenute da muri a secco, un tempo coltivate a vigneto, hanno oltre al valore storico, un indiscutibile pregio paesaggistico. Inoltre, vi sono consistenti indizi di opere sotterranee non ancora debitamente studiate facenti parte del complesso;
- il Castello, pur essendo di proprietà privata, è stato custodito in modo egregio. Esso rappresenta un simbolo della città. Sarebbe logico che, a parte il vincolo, il castello e l'area agraria ad esso circostante, fossero oggetto della massima cura per conservarne l'integrità;
- il fatto che si siano compiuti lavori di questa portata, che esulano di molto da quanto poteva essere compiuto con una semplice DIA (Dichiarazione Inizio Attività) è un fatto gravissimo. Esso mette in luce la noncuranza con cui si procede spesso, nel perseguimento dei propri interessi, a scapito di beni di valore storico, artistico e paesistico. Inoltre, trattandosi di monumento soggeto a vincolo, e di un'area così importante per la città, si può dedurre anche che la vigilanza sul procedere dei lavori sia stata carente;
- poiché l'esposto fatto dal proprietario del castello alle competenti autorità ha portato giustamente alla sospensione dei lavori, e a sopralluoghi per constatare i fatti, innescando l'iter previsto in questi casi,
come associazioni culturali e ambientaliste chiediamo che esso proceda speditamente e con il debito rigore
e che non si fermi a sanzioni pecunarie, o peggio ancora a sanatorie, ma che si imponga il ripristino dei luoghi nello stato antecedente ai lavori, data la loro delicatezza e il loro valore storico e simbolico.
Le associazioni ambientaliste e culturali:
Associazione culturale "O'Castello" - Italia Nostra - Legambiente - WWF 15 marzo 2007 |
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Interveniamo nuovamente in merito alla situazione e all'utilizzo degli arenili.
Da un sopralluogo effettuato dai nostri volontari in data odierna non risultano rimosse completamente diversi componenti inerenti alla struttura dedicata alle attività sportive, ludico-ricreative ubicata nel tratto di spiaggia che si sviluppa tra il Porto Turistico e Piazza Milano.
Oltre a quattro alti pali risultano ancora impiantati nel terreno una lunga serie di ferri arruginiti di collegamento e di ancoraggio, una rete metallica, diversi tubi e raccordi elettrici. Oltre a richiamare nuovamente l'attenzione per motivi di decoro e di sicurezza su tale situazione non vi è apposta alcuna insegna o segnaletica in merito - chiediamo quali sono i tempi previsti per la rimozione completa e il ripristino originario dell'area.
In merito alla recente pulizia della spiaggia apprendiamo dalle dichiarazioni rilasciate agli organi di stampa dell'avvenuto asporto di “quintali di rifiuti di ogni genere (tronchi d'albero, pneumatici, bottiglie, pezzi di ferro, sterpaglie, ecc.)”. Evidentemente tale mole di rifiuti si è accumulata nel corso degli ultimi mesi. Nell' Ordinanza Balneare (prot. n. 31833del 18 luglio 2005) prorogata per la stagione 2006 (Comunicato Balneazione del Comune di Chiavari del 22 giugno 2006) all' art. 4 (Disciplina delle Strutture Balneari Obblighi per il Concessionario/Gestore) , comma 8, lettera c) leggiamo: “durante la stagione invernale ovvero durante il periodo nel quale gli stabilimenti di balneazione non sono in esercizio, i titolari/gestori di concessione balneare devono provvedere alla pulizia della spiaggia, con frequenza almeno quindicinale ed in particolare durante i periodi di maggiore affluenza turistica (Natale, Pasqua, ecc.)”.
Alla luce di quanto sopra chiediamo, pertanto, quali sono le sanzioni da comminare a chi evidentemente non ha ottemperato agli obblighi convenuti e quali sono le garanzie circa l'applicazione della suddetta normativa per l'immediato futuro.
Per quanto concerne la mancata rimozione delle strutture da parte dei concessionari/gestori delle spiagge libere attrezzate chiediamo di voler indicare quali manufatti sono autorizzati alla collocazione superiore al periodo di 180 giorni.
Ricordiamo che nel 2006 Chiavari non si è aggiudicato il marchio di qualità internazionale noto come “Bandiera Blu” recando un danno all'immagine della città, agli operatori turistici e a tutta la cittadinanza. Riteniamo opportuno intervenire con il massimo rigore per invertire una tendenza che porta a trascurare un'area di pregio della nostra comunità. 4 marzo 2007 |
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Facciamo i "conti della serva" relativamente al progetto-proposta preso entusiasticamente in esame (il 5 gennaio 2007) dall'Amministrazione Chiavarese.
Dalle informazioni pubblicate sugli organi di stampa ricaviamo i seguenti dati:
- 10 milioni di euro per spese di ristrutturazione e di allestimento (a carico del privato);
- 5400 metri quadrati adibiti ad hotel a quattro stelle e a centro benessere e di talassoterapia;
- 50 anni (ma si parla anche di 70) di concessione dell'immobile.
Problema: Quanto verrebbe a costare un metro quadrato di "affitto" al mese?
Soluzione: [(10.000.000/50)/12)]/5400= 3,09
Espresso in parole: un metro quadrato costa all'imprenditore 3,09 euro al mese; di "affitto", diciamo noi (e senza aumento Istat), visto che l'immobile resta di proprietà del Comune.
Considerazioni: Quanto paga il comune cittadino chiavarese di affitto (per uso abitativo) al metro quadrato? Non meno di 5-6 euro, nei casi più fortunati e certamente non sul lungomare.
Lo stesso Comune di Chiavari, ci risulta, paga 4,72 euro di affitto al metro quadrato per la Ludoteca di Via Salietti. E certamente in entrambi i casi non si tratta di imprese che creano profitto.
A voi le conclusioni ... 12 gennaio 2007 |
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Anche quest'anno siamo costretti a rilevare la mancata rimozione delle strutture e dei manufatti dalle aree concesse per le spiagge libere attrezzate a Chiavari. Le strutture sono in manifesto stato di abbandono e di degrado. Difficile da non notare, ad esempio, il tratto di spiaggia attrezzato con giochi e attrazioni ove "resiste" all'usura del tempo e delle intemperie un pericolante campo di beach-volley.
Eppure il "Progetto di Utilizzo degli Arenili" parla chiaro concedendo una durata di allestimento delle strutture, di norma, non superiore a 180 giorni per anno. Fatto salvo il caso in cui il concessionario/gestore sia autorizzato a svolgere anche attività di elioterapia, ma questa ipotesi non ci risulta sussistere.
La situazione attuale di abbandono e di non custodia, oltre a deturpare gravemente il paesaggio, rappresenta un serio rischio di infortunio per la fauna e per le persone che volessero godere dell'area demaniale anche nelle stagioni extraestive. Contestiamo anche quest'anno il sostanziale abbandono di un'area pregiata lasciata al progressivo degrado per gran parte dell'anno, quando può invece rappresentare uno spazio importante per chi desidera approcciarsi in maniera non consumistica alla "natura in città". L'approccio avviene, invece, in mezzo a strutture abbandonate, pericolanti e deteriorate, nonché fra cumuli di spazzatura.
Ci stupisce l'incoerenza dimostrata dall'Amministrazione Comunale che dichiara che "è fermo convincimento dell'Ente indirizzare le proprie politiche verso uno sviluppo sostenibile, secondo i principi di Agenda 21, perché solo tale sviluppo potrà garantire la salvaguardia del territorio e la qualità della vita dei cittadini".
Non per ultimo ci preme ricordare e sottolineare che nel 2006 Chiavari non si è aggiudicata la Bandiera Blu per le spiagge. Rischia nuovamente di perdere l'assegnazione dell'ambito marchio di qualità? La Fee-Italia Foundation for Enviromental Education - l'ente promotore del marchio - che pubblicherà nei prossimi mesi l'elenco delle spiagge di eccellenza individua, tra gli altri, tre criteri "imperativi" (e non semplicemente "suggeriti") in base ai quali aggiudicarsi l'assegnazione della bandiera:
- spiagge allestite con contenitori per rifiuti in numero adeguato;
- spiaggia tenuta costantemente pulita;
- iniziative ambientali che coinvolgano turisti e residenti. 8 gennaio 2007 |
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